Perché alcuni cani vivono più a lungo di altri? La risposta non può essere ricondotta a un solo fattore.
Genetica, razza e taglia hanno certamente un ruolo, ma la durata e la qualità della vita di un cane dipendono anche da molti elementi che fanno parte della sua quotidianità: alimentazione, peso, movimento, prevenzione, controlli veterinari e condizioni generali di salute.
Non tutto è nelle nostre mani. Ma molto di ciò che accade durante la vita di un cane può essere osservato, seguito e, in alcuni casi, modificato.
È proprio qui che il concetto di longevità diventa interessante: non come ricerca di una formula per allungare la vita, ma come attenzione a tutti quei fattori sui quali possiamo concretamente agire.
Non possiamo cambiare la genetica, ma possiamo intervenire sullo stile di vita
Un Chihuahua e un Alano non hanno la stessa aspettativa di vita. Allo stesso modo, alcune razze possono essere maggiormente predisposte a determinate patologie.
Sono caratteristiche dalle quali non possiamo prescindere.
Quello che possiamo fare è conoscere questi fattori e affiancarli a quelli modificabili.
Il peso è uno dei più evidenti. Alimentazione e quantità di cibo devono essere adeguate alle caratteristiche del cane e possono aver bisogno di essere riviste nel corso della vita.
Lo stesso vale per il movimento: un’attività appropriata all’età e alle condizioni del cane contribuisce al suo benessere fisico e rappresenta anche un’occasione quotidiana per accorgersi di eventuali cambiamenti.
Poi ci sono vaccinazioni, protezione dai parassiti, salute dentale, visite veterinarie e controlli che possono essere programmati in maniera differente in base all’età e alle caratteristiche individuali.
Il punto, quindi, non è trovare “il segreto della longevità”, ma mettere insieme tanti elementi diversi.
Un cane di 2 anni non è lo stesso cane a 8 o a 12
C’è poi una variabile spesso sottovalutata: il tempo. Le esigenze di un cane cambiano.
Cambiano il metabolismo e il fabbisogno energetico, può cambiare il peso, può diminuire la massa muscolare, possono modificarsi il livello di attività, il comportamento e le necessità nutrizionali.
Per questo occuparsi della longevità significa anche evitare di considerare il cane come una fotografia immobile.
Una dieta adeguata oggi potrebbe richiedere modifiche tra qualche anno. Un’attività perfettamente adatta a un cane adulto potrebbe non esserlo più quando diventa anziano. Alcuni controlli possono acquisire maggiore importanza con l’avanzare dell’età.
Seguire questi cambiamenti consente di adattare progressivamente le attenzioni dedicate al cane.
I piccoli cambiamenti raccontano molto
Non servono sempre grandi segnali.
Un cane che aumenta progressivamente di peso, che ha meno voglia di muoversi, che cambia abitudini alimentari o che modifica alcuni comportamenti sta fornendo informazioni.
Non significa necessariamente che sia presente una malattia. Significa però che confrontare il cane di oggi con quello di alcuni mesi o anni prima può essere utile.
Ed è proprio questa continuità uno degli aspetti più difficili da mantenere.
Dopo diversi anni, ricordiamo esattamente quanto pesava il nostro cane? Quando ha effettuato l’ultimo esame? Come sono cambiati alcuni valori? Quale alimentazione seguiva tre anni prima? Quando abbiamo iniziato a notare una determinata variazione?
È da domande come queste che è nato Poldo, progetto italiano che prova a trasformare la storia del cane in uno strumento da utilizzare nel presente.
Mettere insieme le informazioni invece di lasciarle sparse
Il primo strumento sviluppato da Poldo è il Libretto Sanitario Digitale gratuito.
In un unico spazio possono essere raccolti visite, esami, vaccinazioni, antiparassitari, peso, alimentazione, referti e note. A questo si aggiungono i reminder per ricordare le principali scadenze.
L’aspetto centrale non è però soltanto digitalizzare il tradizionale libretto sanitario.
L’obiettivo è creare una continuità tra le informazioni.
Registrare periodicamente il peso, ad esempio, permette di vedere la sua evoluzione. Conservare gli esami consente di avere a disposizione uno storico. Annotare alimentazione e altri aspetti della quotidianità aiuta a ricostruire ciò che è cambiato.
Il proprietario può così avere una visione più ordinata della vita del proprio cane e condividere le informazioni con chi partecipa alla sua gestione.
Da una raccolta di dati a un percorso
Poldo prova poi a fare un passo ulteriore.
A partire dalle caratteristiche del cane viene costruito il Piano Longevity, un percorso annuale che mette in relazione prevenzione, nutrizione ed educazione.
L’idea è che queste aree non procedano indipendentemente l’una dall’altra.
Il peso è collegato all’alimentazione e al movimento. L’età può modificare le esigenze nutrizionali. Un cambiamento nel comportamento può meritare attenzione. Razza e storia individuale possono suggerire aspetti sui quali confrontarsi con il veterinario.
Nel percorso sono previste anche consulenze online nell’ambito della nutrizione e dell’educazione, così da poter approfondire due componenti importanti della quotidianità del cane.
Il piano non sostituisce il veterinario e non ha una funzione diagnostica: vuole piuttosto aiutare il proprietario a organizzare e seguire nel tempo diversi aspetti della vita dell’animale.
Si può misurare la longevità?
È una delle domande più difficili.
Poldo sta lavorando anche a un Longevity Score, ma il nome non deve trarre in inganno: il punteggio non dice quanto vivrà un cane.
L’obiettivo è mettere insieme alcune informazioni che oggi tendiamo a considerare separatamente e restituire una fotografia comprensibile della situazione del singolo animale.
Età e razza convivono così con elementi come peso, attività fisica, alimentazione e storia sanitaria.
Il modello viene sviluppato utilizzando la letteratura scientifica e sarà revisionato con il contributo di professionisti veterinari. Il suo valore non dovrebbe stare tanto nel singolo punteggio ottenuto, quanto nella possibilità di seguirne l’evoluzione nel tempo e comprendere quali fattori lo compongono.
La domanda giusta non è soltanto “quanto vivrà?”
Forse parlare di cani più longevi richiede, prima di tutto, di cambiare domanda.
Non soltanto “quanti anni può vivere il mio cane?”, ma: come sta vivendo oggi? Il suo peso è adeguato? La sua alimentazione risponde ancora alle sue esigenze? Si muove abbastanza? Sono rispettate le scadenze importanti? È cambiato qualcosa rispetto a un anno fa?
Non possiamo conoscere in anticipo la durata della vita di un cane.
Possiamo però conoscerlo meglio mentre quella vita scorre.
Ed è probabilmente da qui che comincia qualsiasi discorso serio sulla longevità.










