Il geco leopardino

Rettili

geco leopardinoSemplice da allevare, di carattere docile, dimensioni contenute, colorazioni molto varie e ben adatto alla cattività, il geco leopardino è, insieme al drago barbuto, uno dei sauri più diffusi nelle case degli italiani.
Chi sceglie di prendere uno a più gechi leopardini deve capire prima di tutto che si tratta di animali longevi che, se trattati con cura, possono vivere anche più di venti anni: anche se è un animale dal costo contenuto e che non richiede cure particolari, si tratta comunque di un impegno e una amicizia che possono durare più a lungo di di quanto si immagina.
Il geco leopardino è piuttosto facile da allevare, ma servono alcuni accorgimenti per farlo vivere al meglio, vediamo di scoprirli…

Origini e aspetto del geco leopardino

Il geco leopardino (Eublepharis Macularis) è un sauro originario dei deserti dell’Asia meridionale, è diffuso in Afghanistan, Iraq, Iran e india ed è particolarmente presente in Pakistan. Predilige terreni rocciosi e caccia di notte, rimanendo di giorno in buchi e anfratti a riposare al riparo dal sole.

Sono gechi prettamente terricoli e quindi non sono dotati di lamelle sub-digitali in grado di farli arrampicare su pareti, si aiutano però con le unghie.
Hanno corpo tozzo e possono raggiungere i 20 centimetri per un peso di circa 100 grammi.
Sono dotati di coda grossa (lunga poco meno del corpo) e tozza che riveste un ruolo importante in quanto ospita riserve di grasso che possono funzionare sia come fonte di acqua metabolica sia come riserva di energia per il letargo o situazioni di emergenza.

La livrea di questi sauri è fra le più belle dell’intero sottordine e accurati lavori di selezione hanno ormai dato vita a moltissimi pattern di ogni tipo e colore, al punto che allevatori e appassionati organizzano mostre e contest per far conoscere le mutazioni migliori.

Questa la classificazione scientifica:

Classe: Reptilia
Ordine: Squamata
Sottordine: Sauria
Famiglia: Eublepharidae

Il terrario del geco leopardino

Prima di far entrare uno o più gechi leopardini nella nostra casa bisogna pensare ad allestire un terrario adatto alle loro esigenze.
Fermo rimanendo che più il terrario è grande e meglio è per gli animali che ospita, dobbiamo acquistare (o realizzare tramite il fai da te) una teca rettangolare di almeno 50x40x30 nel caso di un solo esemplare, anche se è preferibile un 60x40x40 che può ospitare più gechi, dotato di prese d’aria laterali.

Anche se un substrato di sabbia è più scenico, esso può risultare nocivo al sauro che potrebbe inghiottire i grani di sabbia: meglio quindi un tappetino d’erba sintetica.
Per gestire la temperatura bisogna pensare al fatto che il geco leopardino ha bisogno di temperature diverse nel terrario, occorre quindi riscaldare di più una zona rispetto all’altra.
Pur essendo possibile usare una lampada, è preferibile ricorrere a un tappetino o un cavetto termici, da posizionare sotto circa due terzi della copertura del terrario, così da ottenere una porzione a circa 30 gradi e una di almeno 5 – 7 gradi in meno.

Oltre al riscaldamento questo animale ha bisogno di più nascondigli, che servono come zona di riposo ma anche come eventuale “scappatoia” da situazioni stressanti.
Una delle tane sarà posizionata nella zona più calda, mentre una seconda tana, contenente della fibra di cocco inumidita, è riservata alla zona più fresca e servirà all’animale anche durante il periodo di muta.

Il resto del terrario si può arredare con rocce e rami controllandone sempre la stabilità. Basterà quindi aggiungere una ciotola per il cibo e un contenitore un piccolo e poco fondo per l’acqua.

Il costo di un esemplare di geco varia ovviamente a seconda dell’età, della provenienza e della livrea: potrete trovare gli esemplari più comuni sui 15/30 euro mentre per i morph più esotici il prezzo può aggirarsi tranquillamente intorno alle centinaia di euro.
Meglio affidarsi a qualche allevatore piuttosto che a un negozio di animali e in ogni caso occorre controllare lo stato di salute dell’animale prima di procedere con l’acquisto, una delle migliori spie è la coda, che in un esemplare in salute deve essere piuttosto tozza e grassa.

Nel caso vogliate prendere più di un esemplare, è preferibile non inserire più di un maschio nel terrario per evitare eventuali frizioni e lotte per il territorio.

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geco leopardino

Cosa mangia il geco leopardino?

Rispetto a molti altri sauri l’alimentazione del geco leopardino risulta piuttosto semplice: trattandosi di un insettivoro che si nutre di prede vive dovremo nutrirlo con grilli, tarme della farina, blatte o locuste. Sono insetti che si possono reperire presso i migliori negozi per animali o, in alternativa, è possibile allevarli molto facilmente a casa, in particolare le tarme della farina.

Una o due volte alla settimana è molto importante integrare la dieta del geco leopardino con calcio e vitamina D3 che sono poco presenti nelle prede vive: basterà semplicemente spolverare gli insetti con della polvere contenenti i due elementi prima di darli al geco.
Come premio particolare si possono somministrare anche kaimani o camole del miele ma bisogna farlo con parsimonia, una o due volte al mese, in quanto si tratta di alimenti troppo grassi per il nostro geco.

La riproduzione del geco leopardino

Far riprodurre dei gechi leopardini in cattività non è molto difficile ma richiede una certa attenzione nei confronti del calore del terrario: occorre simulare l’arrivo dell’inverno e quindi far calare gradualmente la temperatura fino a tenerla intorno ai 18 gradi durante grossomodo il periodo fra dicembre e febbraio.
Il geco andrà in letargo e bisognerà lasciarli disponibile dell’acqua senza però nutrirlo: al termine del periodo di letargo tornerà a nutrirsi e cercherà di accoppiarsi.
Occorrono però zone specifiche per la schiusa delle uova, incubatrici con un attento controllo e altri accorgimenti che non ci sentiamo di raccomandare a un neofita e che rimandiamo a un futuro post specializzato: chi, man mano che passerà del tempo coi suoi gechi, vorrà anche provare a farli riprodurre, scoprirà una ulteriore dimensione dell’allevamento di questi sauri e rimarrà affascinato dall’incredibile selezione che è possibile attuare.
Tanto per farvi un esempio, presso questo link potete ammirare i vari morph riconosciuti e notare le incredibili differenze fra un esemplare e l’altro.

E infine, una risposta a quella che è una delle domande più ricorrenti: “il geco leopardino morde?”
No, è uno dei sauri più mansueti ed è quasi impossibile che si metta a mordere: quando è stressato tende a rifugiarsi nella tana, e comunque un suo morso ben difficilmente è in grado di recare il minimo danno a un essere umano.

Recensioni

  • Economicità8
  • Longevità9
  • Interattività6
  • Facilità di allevamento e cura8
  • Affettuosità6
  • 7.4

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